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Recensione: La Spada di Kaigen di M. L. Wang

Titolo: La Spada di Kaigen

Autore: M. L. Wang

Genere: fantasy

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 18 febbraio 2025

Età di lettura consigliata: +16

Su una montagna ai confini dell’Impero di Kaigen vivono i guerrieri più potenti del mondo, capaci di sollevare il mare e di brandire lame di ghiaccio. Per centinaia di anni, i combattenti della penisola di Kusanagi hanno tenuto a bada i nemici dell’impero, tanto che quel loro gelido pezzo di mondo è noto come “la Spada di Kaigen”. Nato nella leggendaria famiglia Matsuda, il quattordicenne Mamoru ha sempre saputo qual è il suo destino: padroneggiare le tecniche di combattimento segrete della sua stirpe e proteggere la patria. Ma l’arrivo di uno straniero svelerà cosa si cela dietro la presunta età di pace di Kaigen, e Mamoru si accorgerà che l’impero che gli hanno insegnato a difendere è fondato su menzogne. E soprattutto scoprirà che sua madre Misaki non è la mansueta donna di casa che ha sempre conosciuto. Quando, con le nozze, è entrata nella famiglia Matsuda, ha messo da parte la sua spada assieme al suo passato. Ma ora che dal mare sembra giungere il pericolo di un’invasione, la fiera guerriera che è in lei non può più nascondersi.

Non so nemmeno da dove cominciare per dire quanto La Spada di Kaigen mi sia piaciuto. È uno di quei libri che ti attirano in silenzio, quasi senza che te ne accorga, e poi all’improvviso ti ritrovi con il cuore in pezzi, le mani che stringono le pagine e la voglia di rileggerlo subito dopo averlo finito.

La storia è un mix perfetto tra azione, emozioni fortissime e una profondità che raramente si trova nei fantasy. M. L. Wang non si limita a raccontare battaglie epiche e magie spettacolari (che ci sono, e sono descritte in modo da togliere il fiato), ma riesce a scavare nell’animo dei personaggi, nelle loro paure, nei loro sacrifici e nelle loro speranze. È un libro che parla di guerra, sì, ma anche di famiglia, di legami indissolubili e di quanto sia difficile uscire dalle gabbie che la società (o noi stessi) ci costruiamo attorno.

Misaki è incredibile. Non è la classica eroina da romanzo fantasy: è una donna forte, ma non nel senso stereotipato a cui siamo abituati. È complessa, reale, con un passato che la tormenta e una vita in cui sente di non avere spazio per essere davvero se stessa. Vedere il suo percorso, le sue scelte, i suoi rimpianti e il suo coraggio è stata un’esperienza intensa. E poi c’è Mamoru, suo figlio, un ragazzo che vuole dimostrare il suo valore ma che si trova a fare i conti con la realtà dura della guerra. Il loro rapporto è una delle cose più belle e strazianti del libro: dolce, doloroso e incredibilmente umano.

E poi c’è l’azione. Le battaglie non sono solo spettacolo, sono una tempesta di emozioni. Ogni colpo di spada, ogni tecnica magica, ogni sacrificio si sente sulla pelle. Non c’è niente di gratuito, niente di fine a sé stesso: tutto ha un peso, tutto ha delle conseguenze. Non è la solita storia in cui gli eroi vincono e basta. Qui ogni lotta lascia cicatrici, e non solo fisiche.

Ma quello che più mi ha colpita è stato il modo in cui il libro riesce a trasmettere un senso di realtà anche in un mondo fantastico. C’è una riflessione profonda sul peso delle tradizioni, sulle bugie che ci vengono raccontate per proteggerci e su quanto sia difficile cambiare le cose. È un romanzo che non ha paura di mostrare il dolore e la perdita, ma che allo stesso tempo riesce a lasciare un filo di speranza.

Se state cercando un fantasy diverso, intenso, scritto in modo magistrale e capace di farvi piangere, arrabbiare e sorridere nel giro di poche pagine, La Spada di Kaigen è un libro che dovete assolutamente leggere. Io so già che mi rimarrà dentro per molto, molto tempo.

Sentimento❤️| emozioni fortissime e una profondità che raramente si trova nei fantasy

valutazione

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