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Recensione: Oblivion Desaire di Megan L. Collins 

Titolo: Oblivion Desaire 

Autrice: Megan L. Collins 

Genere: dark romance

Editore: Self

Data di pubblicazione: 6 novembre 2024

Età di lettura consigliata: +18

In un mondo intriso di oscuri segreti e desideri proibiti, Lucas e Kaleb sono legati da un passato doloroso da cui non riescono a fuggire. Le loro vite, già segnate da tradimenti e conflitti irrisolti, vengono stravolte dall’arrivo di Allyson, una donna misteriosa e irresistibile. La sua presenza scatena una tempesta di passione incontrollabile, ma anche di pericolose tensioni che li metteranno di fronte a scelte devastanti. Tra attrazione bruciante e rancori sepolti, ognuno di loro dovrà affrontare i propri demoni.

“Oblivio Desaire” è un Dark/Romance in cui il desiderio diventa una forza incontrollabile, mentre amore e vendetta si fondono in un gioco letale. Ogni legame è fragile, e la linea tra redenzione e rovina si dissolve, lasciando spazio a una storia dove il cuore può essere l’arma più potente, ma anche la più distruttiva.

Fenici, rieccomi, oggi ho concluso un nuovo romanzo, uno dark questa volta e anche in quest’occasione sono fautrice di pessime notizie… a me non è piaciuto. 

Adoro i libri con personaggi avvolti dal mistero, sexy e morally grey ed è proprio per questo motivo che ne ho intrapreso la lettura.

Allyson, tradita dal fidanzato, si trasferisce da New York a Los Angeles per riiniziare da capo altrove, qui fa la conoscenza di nuovi amici e, dopo aver trovato un lavoro in libreria, viene licenziata senza un vero motivo da Liam, il suo datore di lavoro.. Così si reinventa ed entra a far parte del club più chiacchierato e a luci rosse della città dove conosce Lucas. La vita di Allyson si intreccerà così con quella di questi due uomini stupendi.

Due ombrosi e dominanti maschi alpha che nascondono un passato terribile con il quale Allyson  sarà imbrigliata tra maglie fatte di segreti e faide familiari. 

Al principio della lettura pensavo che la lentezza nello svolgimento dell’azione dipendesse da una scelta stilistica che voleva fa immedesimare il lettore nell’ambientazione e creare empatia con i protagonisti, ma ben presto mi sono resa conto che la dinamicità non avrebbe mai preso il via. Ho fatto fatica a terminare il romanzo, devo ammetterlo: prolisso, ripetitivo e pieno di refusi (addirittura vi sono frasi interamente duplicate). É stato a tratti snervante, sembrava che l’autrice cercasse di allungare il brodo facendo vivere gli stessi episodi ai personaggi principali, il tutto a mio parere poteva ristringersi in un centinaio di pagine. 

La protagonista Allyson mi è stata sul gargarozzone fin dall’inizio. Doveva essere una ragazza dolce che fuggiva da una relazione tossica fatta di violenza psicologica e non solo, ma durante tutta la narrazione è apparsa immatura e ipocrita. Nell’arco di qualche mese esce non con uno ma con tre uomini diversi tenendoli sul filo del rasoio tutti e tre; a uno gli dice “andiamoci piano”, ma intanto ci va e ci limona. Da un altro, che chiaramente le fa salire i bollori, si fa palpeggiare e baciare facendo però la finta preziosa (tenete conto che frequenta nel frattempo il primo) e con il terzo cornifica bellamente gli altri due professandogli il suo amore. Non ancora appagata si fa strapazzare nel buio da uno sconosciuto (uno dei tre in realtà), ma resta il fatto che se non fosse uno di loro, sarebbe un quarto candidato. 

Cara Allison, non è che tanto tanto il fidanzato che ti ha tradito c’aveva ragione? 

Dialoghi ambigui che lasciano il lettore con i punti interrogativi al posto degli occhi a chiedersi “cosa ho appena letto?” Esempio pratico:

«Ti aspetto all’angolo di Hollow Street. Vieni subito, devo parlarti.»

«D’accordo»

Lei arriva, si guardano lui zitto e arrabbiato e poi: 

«È meglio se te ne vai, Allyson» 

«Cosa ti è successo?»

«Non fare domande, Allyson» 

«Non ti riguarda»

Ma mannaggia agli eucalipti, l’hai chiamata tu e appena arriva la mandi via e allora bello… lei non ce sta tutta, ma pure tu non scherzi. Forse l’autrice voleva che fosse esaltato lo slow burn ma, ahimè, ha enfatizzato solo i problemi di instabilità mentale dei personaggi. Tutti i protagonisti non sono stati caratterizzati nel giusto modo, secondo me, la scrittrice invece di spiegare i vissuti e mettere briciole per rendere il lettore più empatico nei loro confronti, si è dilungata con descrizioni poco importanti per poi far concludere il romanzo frettolosamente, sbrogliando l’intera matassa in un paio di capitoli. Questo è stato un errore.

Hot 🔥 | poche scene e troppo poco dettagliate
Sentimento❤️| slow burn
Violenza ⚔️ | nessuna 

valutazione

senza voto

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