Recensione: Where forever ends di Ilaria Varese

Autrice: Ilaria Varese
Genere: paranornal fantasy romance
Editore: self
Data di pubblicazione: 6 febbraio 2025
Il più grande incubo di Jodie Bennett si è appena avverato. Sydney non è la città peggiore al mondo dove trasferirsi, ma per una come lei, che non riesce a guardare il mare senza che le venga un attacco di panico, può rivelarsi una vera e propria tortura. Da quando, anni prima, la barca a vela su cui si trovava con suo padre è affondata, lasciandola come unica sopravvissuta, Jodie convive con il vuoto dei ricordi legati a quel tragico giorno e una polmonite cronica che la sta lentamente consumando. Alla soglia della maggiore età, trascorre le giornate tra le mura della sua stanza e le fredde corsie di un ospedale, consapevole che la sua unica speranza di sopravvivere oltre i trent’anni è un trapianto di polmoni che potrebbe non arrivare mai.
L’amore è l’ultima cosa che si aspetta di trovare, finché un giorno, nel parco di fronte all’ospedale, un ragazzo misterioso le si siede accanto. Alex è affascinante, impenetrabile e sembra inspiegabilmente attratto da lei. Quei magnetici occhi verdi, tuttavia, nascondono un segreto: si sono già incontrati in passato, anche se Jodie non lo ricorda, e non sa che quell’incontro le ha salvato la vita. Ma ha anche sancito la sua condanna.
Nelle favole, l’amore trionfa sempre e sistema ogni cosa. Questa, però, non è una favola… e il lieto fine non sarà così scontato.
L’eternità inizia dove tutto finisce.
Quando sei una bambina in vacanza con tuo padre sopra una barca, ti aspetteresti di tutto, tranne delle sirene che vi attraggono con la loro voce per usare tuo padre come pasto principale e te come dolcetto finale. Ma non tutte le sirene sono uguali e infatti ce n’è uno -più che una sirena è un tritone- che salva la piccola bambina che regalava caramelle al mare.
La bambina delle caramelle è Jodie, e grazie al nostro tritone Alex, si salva e cresce… ma non forte e bella. O meglio, bella sì, ma non tanto forte, almeno fisicamente, perché ha contratto una malattia polmonare che ha compromesso gli organi in questione e quindi necessita di terapie continue e, prima o poi, di un trapianto. Sì, lo so, starete pensando: “e che cavolo, io quando leggo non voglio queste tragedie!” ma vi posso assicurare che non sarà questo a deprimervi o a farvi riempire un lenzuolo matrimoniale di lacrime. Ma torniamo a Jodie. La ragazza non vuole far pesare la sua malattia alla madre, e cerca di lottare e sconfiggere questa orrenda condizione. La conseguenza, però, è che si è chiusa a riccio e passa tutto il suo tempo tra la sua camera e l’ospedale per fare controlli o drenaggi. Ha rinunciato ad andare al liceo ma si è diplomata lo stesso e in anticipo. Si è iscritta all’università ma frequenta le lezioni on line, insomma fa di tutto per non incontrare nessuno, nemmeno i suoi coetanei per paura di esser presa in giro o di dover dare, ogni volta, spiegazioni sulla sua malattia. Per questo suo autoisolamento si è persa momenti molto importanti della sua adolescenza.
Jodie a causa delle pressioni di sua madre del medico dell’ospedale che le dicono di stare un po’ più all’aria aperta accetta a malavoglia di passare un’ora al giorno nel piccolo giardino di fronte all’ospedale. Qui incontra un ragazzo molto particolare, che sembra prenderla quasi in giro per come parla e per lo strano modo che ha di approcciarsi a lei.
Ovviamente avete già capito di chi parlo, vero? Alex, il tritone! Da quando ha salvato la piccola Jodie non ha avuto che un solo pensiero in testa: ritrovarla e conoscerla; perciò gira il mondo in lungo e in largo e intanto impara la lingua degli umani. Riesce a trovare la bimba delle caramelle in un modo molto singolare, che non posso svelarvi. Appena leggerete di lui vi chiederete se ci fa o ci è, ma scorrendo le pagine capirete che è letteralmente un “pesce fuor d’acqua”, e mai epiteto potrebbe calzare meglio! Infatti tutto quello che sa degli umani l’ha imparato dai programmi televisivi, e quando dico tutto intendo proprio tutto tutto! E a quanto pare sotto quel lato ha imparato decisamente molto bene! Il personaggio pur essendo un adulto, è tratteggiato dalla scrittrice come un bimbo che dice ogni cosa che pensa, e non capisce l’ironia o altri modi di fare prettamente umani. Per questo Alex dà voce in maniera unica, senza nemmeno rendersene conto, ai propri sentimenti con una dolcezza e un romanticismo che in altri libri avrei considerato stupido e stucchevole, e che, invece, qui l’autrice Ilaria Varese é riuscita trasformare in un qualcosa di unico e meraviglioso che ti fa dire: dove posso trovare un tritone anch’io?
Come potete immaginare la loro storia d’amore non sarà per nulla facile perché oltre ad appartenere a specie diverse subentreranno tante altre difficoltà, tra cui la malattia di lei. Ma Alex non si scoraggia, lui non vuole fare altro che renderla felice. Tra un viaggio in barca per vedere un tramonto mozzafiato e le balene con il loro dolce canto, un tuffo con i delfini e una piccola rissa con uno di loro – perché sì, Alex é moooolto geloso-, Jodie affronterà tante sue paure. Il percorso non sarà agevole: tante altre problematiche sono in agguato per spezzare la ragazza e farla in briciole.
Il pov (punto di vista) è sempre quello di Jodie solo verso la fine abbiamo quello di Alex e di un altro personaggio che non vi svelo perché vi ho già spoilerato anche troppo! Adorerete entrambi i protagonisti in maniera diversa: Jodie è forte e combattiva, non si arrende e cerca di vivere tutta la sua vita al meglio e senza remore, Alex è convinto di non aver sentimenti e invece ne ha quanto il mondo intero e non se ne rende nemmeno conto. Il finale? Dio mio, che finale! Un finale così non lo leggevo da un bel po’ di tempo. Ti sciocca, ti fa arrabbiare, ti intenerisce e capisci che l’amore è la base di tutto in ogni singola cosa.
Mie care Fenici se avete voglia di un fantasy che vi farà sognare, di un amore con la A maiuscola, dolce e sensibile, e non temete di versare non proprio “qualche” lacrima questo è il libro che fa per voi. Mi sento però di avvisare che i lettori più sensibili dovrebbero evitare questo romanzo, io non l’ho fatto e sono finita in una valle di lacrime per varie ragioni! Lo rileggerei? Assolutamente sì! Quindi vi consiglio con passione: compratelo e leggetelo.